martedì, 17 febbraio 2009

Ebbene? Ho sentito un lieve fruscio. Come di una foglia morta che si adagia a terra. Non era un tonfo. Troppo inconsistente l'oggetto.
Toh, guarda: Walter. Sta ridendo:
"E mo' so cazzi" dice. Effettivamente, dopo un anno e mezzo di nulla, quasi tutti nel suo partito avrebbero preferito tenerlo come re di pezza almeno fino alle europee. Invene no. Quel che giusto è giusto: siamo in Europa, e in Europa chi perde lascia. Tiè.
Niente sbrodolamenti: solo l'annuncio. Walter è caduto. Giudicate voi.

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domenica, 11 gennaio 2009

Via del Campo c'è una graziosa
gli occhi grandi color di foglia
tutta notte sta sulla soglia
vende a tutti la stessa rosa.

Via del Campo c'è una bambina
con le labbra color rugiada
gli occhi grigi come la strada
nascon fiori dove cammina.

Via del Campo c'è una puttana
gli occhi grandi color di foglia
se di amarla ti vien la voglia
basta prenderla per la mano

e ti sembra di andar lontano
lei ti guarda con un sorriso
non credevi che il paradiso
fosse solo lì al primo piano.

Via del Campo ci va un illuso
a pregarla di maritare
a vederla salir le scale
fino a quando il balcone ha chiuso.

Ama e ridi se amor risponde
piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior.

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venerdì, 05 dicembre 2008

Mentre il Cavaliere passa il suo tempo ad attaccare il Corriere della Sera, noto quotidiano della sinistra antagonista, invitandone i redattori a cambiar mestiere, dall'ombra, ma nemmeno poi tanto, spunta l'ennesima protesta contro i tagli alla scuola. Organizzata da quei comunistacci del Pd? O da qualche pericolosissimo centro sociale pronto a cingere d'assedio i palazzi del potere?
Cosa? Cei? Sigla familiare. Sarà la Commissione Elettrotecnica Internazionale? O qualche strano Ufo spagnolo, quindi zapaterista? Ma no: è la Conferenza Episcopale Italiana! Quella che dice ai politici cosa devono fare, per intenderci.
Preoccupati per i tagli previsti dalla finanziaria ideata da Giulio Tremonti, che potrebbe portar via alle scuole private cattoliche un bel po' di investimenti, i castigatori del cattivo costume non hanno perso un nanosecondo ad abbandonare il savoir-faire che da sempre malcela lo stato di dipendenza cronica dello stato dalla chiesa, per lanciare un minacciosissimo aut-aut: o quei tagli spariscono, o lotta dura sarà. Tiè.
E io, assonnato e impasticcato per far fronte al mal di testa, accendendo la televisione, non credo alle mie orecchie. Trombati dal governo? Già mi preparo a stappare lo spumante, non già per festeggiare il ritrovamento di una laicità mai trovata e mai perduta, ma per l'evidente sbadataggine del Berlusconi quattro, che rischia di farsi nemica un'organizzazione che le sue carte le sa giocare. Ma l'idillio dura lo spazio di un'ora: pronta retromarcia. Accade così che un misero addetto al qualcosa sia mandato in prima linea ad adempiere all'ingrato compito: dire che no, non ci sarà quel genere di tagli; che la chiesa dorme fra quattro cuscini belli imbottiti di centoni. Sopraggiunge allora un'ansa in cui si spiega che la Cei prende atto della avvenuta folgorazione divina, concludendo che "confida nel governo". Meno male! Un po' di pace in vista del Santo Natale ci voleva! Sempre a litigare, e a litigare, e a litigare, mmmmh. Invece vedi? Sono contenti tutti, ora. Certo, non chi in piazza c'è sceso sul serio, per qualcosa di un po' più nobile. Ma quelli, in fin dei conti, sono solo quattro Ufo zapateristi manovrati dai centri sociali.

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martedì, 23 settembre 2008

Torno dopo un periodo di vacanza (e soprattutto di problemi col pc) e lo scenario è desolante. Sì, lo so, ne parlo spesso. Di Berlusconi, si intende. Eppure mi sembra di non averne mai parlato così poco. Fa paura il grado di assuefazione che sta provocando questo scienziato della distruzione. Siamo arrivati al punto che se, per assurdo, è chiaro, esistesse un'opposizione, non avrebbe neppure il diritto di parlare. Io che generalmente non mi perdevo un telegiornale non mediaset, sto smettendo di guardarli. Non che la situazione fosse rosea, prima. L'informazione è diventata quello che è diventata: importante, per carità, ma quale? I giornalisti, che in quasi tutti i paesi occidentali sono un cane da guardia del potere, pettinano le bambole. E non voglio generalizzare: ce ne sono di bravi, bravissimi. Eppure l'informazione che passa è quella più scadente. Facciamo una prova: accendiamo su Rai 1 alle 20.00 (ora padana, ovviamente. In Sicilia saranno le tre del pomeriggio).

"Buonasera dal Tg1, è polemica sul caso Alitalia. Mancano tre giorni a diosachecosa, ecco i commenti:

Veltroni: Il governo è un embolo (in attesa di trovare qualche paragone più calzante). Siamo riformisti.
Casini: ha ragione la Cai, però Paperoga sa il fatto suo. Veltroni è trendy. Siamo alternativi.
Cicchitto: nessuno ha il diritto di parlare perchè il 67,8 periodico percento degli italiani è con noi quindi vuol dire che siamo belli l'altro 33,2 periodico percento degli italiani è babbo natale (flusso di coscienza)

Che informazione è? Una carrellata di commenti per la maggior parte inutili che vengono dopo che NESSUNO -in teoria sarebbe compito dei giornalisti-  ha fatto luce un minimo sui fatti. Fatti, fatti! Cose scritte sulla carta che dovrebbero POI generare dei commenti congrui. Neanche la stampa sa fare molto di più, da qualche anno a questa parte, ma me ne accorgo solo da poco tempo. E intanto Napoleone imperversa: manda duemila soldati non si sa dove (che poi... duemila. Siamo sessanta milioni: uno ha più probabilità di prendere il cancro che incontrare uno di quei soldati), toglie, o almeno ci prova, le prostitute dalle strade -occhio non vede...- , crea una campagna pubblicitaria secondo la quale siamo tutti intercettati... e da ragione alla Chiesa. Oh, attenzione: se Benedetto si lancia contro quegli invertiti dei gay pride, sì, va bene. Ma quando quello stesso papa, che è già tanto se non si scaglia contro le lampadine (del tipo "Solo Dio può dare la luce"), mette una buona parola per gli immigrati... silenzio imbarazzante.  Stiamo invecchiando, signori. Cominciamo ad aver paura delle mura di casa.



martedì, 15 luglio 2008

 

lunedì, 14 luglio 2008

Arrivo al supermercato. Tutto tranquillo: scala mobile, carrello, offerte d'ogni tipo.
Sono al banco dei surgelati, quando a un certo punto vedo un tizio dall'aria sospetta: vestito da commesso, nero, probabilmente sudafricano. Calma, per carità, non perdiamo la testa. E intanto è lì che avanza verso di me. Ha in mano qualcosa: una prezzatrice. Tzk, ma chi vuole prendere in giro? Certamente una pistola! O una sparachiodi!? Uhhh, come sono astuti, questi immigrati. Ma io li batto in furbizia. Lo so quello che dicono i telegiornali: assassinato da un rumeno, stuprata da un senegalese, derubato da un egiziano. Ecco perchè porto sempre con me l'inimitabile, distruttivo... Super Liquidator? Devo aver sbagliato. Con imbarazzo ripongo l'arma. 
Lo so, me lo sento: sta puntando proprio verso di me... Vuole i miei soldi, e sarà capace di tutto! Ma perchè continuo ad andare al supermercato con il portafogli!? Bisognerebbe tornare al baratto, ecco.
Dovrei tentare una deviazione. Ma dove? Con un balzo a sinistra, butto giù una catasta di That's Amore. Ecco, sì!!! In preda al genio creativo, estraggo un filetto di merluzzo congelato e lo brandisco. Ora cosa pensi di fare, amico? Te ne vai, vero?
No, continua ad avanzare. Il suo sguardo si fa più penetrante: si è accorto che mi sono accorto! Le studiano tutte al tavolino, questi immigrati, ahhh. Bisognerebbe stare ognuno a casa sua, sì! Anzi: ognuno con il proprio metro quadrato d'appartenenza, e se sgarri d'un millimetro PAM! Già, è l'unica soluzione: mi riserverò di proporla a Bossi. Ma nel mentre l'assassino avanza, impavido: ormai solo un banco delle offerte ci separa. Adesso basta. Sarò coraggioso! Morirò per la patria! Eccolo. Allungo la mano verso la sua pistola, nell'ultimo disperato tentativo di sopravvivere all'impatto. La tocco. Chiudo gli occhi, in attesa dell'inevitabile... lo sento... sta per sparare... chiamate Studio Aperto...
Ritraggo il braccio: due euro e cinquanta al chilo. Da consumarsi entro il 12 luglio. Sono già scaduto.

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mercoledì, 09 luglio 2008

Potrei parlare dello "scandalo" Grillo-Guzzanti-Travaglio, ma infondo, non ci vedo nulla di sorprendente: ognuno si difende come può, la cosca politica lo fa negando. E' un diritto come tanti, come quello di farsi prendere per il culo.
La cosa veramente importante, oggi, è che Eluana è libera di morire. 
 
In coma irreversibile, da 16 anni attaccata ad una macchina che tuttora la alimenta, la giovane aveva espresso, in passato, di preferire la morte ad una non-vita. Adesso, grazie all'autorizzazione della Corte d'appello civile di Milano, il padre, tutore legale della ragazza, potrebbe, anche prima dei 60 giorni necessari per un eventuale ricorso in Cassazione, far valere il diritto di interrompere il trattamento.
Apriti cielo!
Com'è facile salire in cattedra ed ergersi a salvatori di un'umanità che neanche si conosce! Lo sapete di cosa parlo, no? Ma, in pieno spirito veltroniano, non la voglio nominare (tanto la trovate fra le Tags): mi basterà dire... la principale istituzione dello schieramento perverso -e se avete seguito un minimo la campagna elettorale, questa frase vi suonerà molto musicale-.
Reazioni, reazioni, vediamo le reazioni... le reazioni sono sempre divertenti.

Per la Chiesa... cazzo, l'ho detto... pazienza. Vediamo, vediamo... per il Vaticano si tratta decisamente *rullo di tamburi* di eutanasia. Devo dire che si sono spremuti molto. Dopo tutto, la cultura della morte ce l'hanno nel sangue: in un paese normale un caso del genere finirebbe in ultima pagina, magari come riempimento, del tipo "Grandine al nord... Jodie Foster ha sposato la sua lei... eutanasia...". E invece dobbiamo parlarne, e parlarne, e parlarne. E siamo bravi, eh! Sì, siamo bravi a parlarne; e per fortuna che abbiamo la C... il Vaticano, che ci indirizza (e dopo tutto lo dice il Papa, che la vera libertà è seguire Dio, dimenticandosi che è stato "Dio" a dare la libertà di seguirlo o meno).
La politica, la politica... vediamo la politica... la politica è sempre divertente.

Per la Lega... boh. Sapremo l'opinione della Lega quando decideranno che l'eutanasia va nel decreto sul federalismo.
Per il PdL... è una condanna a morte. Pfffffff...
Per l'Udc... anatema, disgrazia, sciagura: togliere il pannolone agli italiani potrebbe renderli troppo autonomi e birichini.
Per il Pd... sì... si potrebbe... ma tutto sommato anche no, direi... certo, senza alzare la voce, però perchè affrontare il tema dell'eutanasia quando si può parlare dell'accanimento terapeutico?
I radicali sono gli unici ad essere contenti. Ma del resto, loro sono sempre contenti. Contenti e a dieta.

LEGATO A TE - SIMONE CRISTICCHI

Tu sei fredda, eppure sei la sola che mi da calore,
Ma non riesci a farci niente adesso, contro il mio dolore;
Con il tempo ho imparato ad odiarti,
se solo avessi un cuore,
mi lasceresti andare, mi lasceresti andare.
Perchè vivo, respiro di notte, di giorno, a te piace guardarmi se dormo,
mentre sogno distese di grano, di fiori lontano da qui.
Ma non posso vivere, senza di te...
Io non riesco a vivere, legato a te.

Il mio corpo è una fragile foglia,
che nascondo qui sotto le lenzuola,
e mi resta ben poco da dire,
vorrei essere libero di finire.

Tu sei l'unica certezza di ogni singolo respiro,
tu sei l'unica mia confidente, mentre sopravvivo;
Io non posso più accettare i loro scarica-barile,
quante stupide parole, quante inutili parole, mentre vivo, respiro di notte, di giorno,
si sente il silenzio del mondo, un dolore inspiegabile
senza motivo mi soffoca qui.
Ma non posso vivere, senza di te...
Io non potrò vivere per sempre, legato a te.

Il mio corpo è una fragile foglia,
che riposa qui sotto le lenzuola,
e mi resta nient'altro da dire,
vorrei essere libero di finire.

Il mio corpo è una fragile foglia,
che rimane qui sotto le lenzuola...

martedì, 01 luglio 2008

Buio. Interno notte.
Una luce filtra dalle persiane; una luce bianca, accecante, che se mi fosse chiesto di descrivere, direi senz'altro "retorica".
E poi arriva una donna, strinta in un gomitolo di panni azzurri. Sta zitta. Lei mi guarda, e io la guardo, e lei mi guarda... ci guardiamo...
Si aspetta che le dica qualcosa. Che la riconosca, forse. Sarà mica la zia Germana?
...
No: questa il seno ce l'ha. Devo dirle qualcosa, la prima cosa che mi viene in mente.
"Lei... cosa ne pensa della crisi dei mutui?"
"Figliolo" la voce rimbomba, ma ad ogni modo "Figliolo, sono Maria". Maria? Maria... Maria... sarà quella dell'affitto. Ma poi lei aggiunge "la Madonna". La voce è calma. E lei mi guarda, e io la guardo, e lei mi guarda.
"Ah... ciao".
A un certo punto, i miei occhi cadono con orrore sul suo ventre: è voluminoso, gonfio, rotondo. Mica sarà incinta di nuovo!? Noooooooo: catastrofe, distruzione, sfacelo, apocalisse! Due chiese cattoliche!!!
Cerco di glissare, ma sono a corto di frasi fatte.
"Che... che bei... ginocchi..."
"Figliolo, sono incinta" mi fa notare giudiziosamente
"Come hai fatto? Cioè, volevo dire... chi? Chi è stato?"
"Non lo sai?"
"No, beh, no... insomma, sai... la mamma è l'unica cosa certa, no?"
"E' tuo figlio." Non perde la calma. Michelangelo aveva visto giusto.
"Mio fi...? No! Non ho mai... mai pensato, ecco... non che tu non sia... beh, me ne ricorderei... credo..."
"E' tuo figlio" ribadisce. Non so più cosa dire; il sudore scorre così veloce, che mi sembra di piangere dai pori. Insomma, guardate che fine ha fatto Giuseppe! Non se lo ricorda mai nessuno: è il terzo... quarto... quinto incomodo! Non che abbia fatto molto, però almeno un riconoscimento, no? 
Un figlio! Un figlio con Maria! E come lo dovrei chiamare? Deve finire per forza con la ù? Artù? Robert...ù?
E lì mi sveglio.
Non sono troppo preoccupato, però: ho scoperto che un sacco di altra gente fa il mio stesso sogno. Tutti, quasi: si addormentano e*blom*, si creano ognuno la propria personale mitologia. Guai a chi la tocca, shhh: mai rivelare fino in fondo a una persona quanto può essere patetica. Per autodifesa, almeno: per evitare che quella ti guardi, e poi tu la guardi, e poi lei ti guardi, e nessuno senta più l'imbarazzo di non saper che dire.
Meglio lasciare tutto così. Ognuno nella sua torre monolitica, a servire proprio figlio.

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sabato, 21 giugno 2008

Nel 1300

 

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancor non m’abbandona. […]

 

Nel 1600

 

E’ del poeta il fin la meraviglia,

parlo dell’eccellente e non del goffo,

chi non sa far stupir, vada alla striglia!

 

Nel 1800

 

L’albero a cui tendevi

La pargoletta mano

Il verde melograno

Dai bei vermigli fiori […]

 

Nel 1900

 

Si sta come

D’autunno

Sugli alberi

Le foglie

 

Nel 2007

 

Cè, xk 6 trpp fiko,

allr t vlvo dire k prvo 1 sntimnt fortizzimo

x te,

anke s nn mi kaki.

Ai sntito lultima dei Finley? […]

 

La lingua è strumento di libertà. Non violentarla.

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martedì, 17 giugno 2008

Penso che ci sia una linea sotte che separa la volgarità dalla pornografia: la pornografia generalmente la vai a cercare, la volgarità ti salta addosso.  Sempre. Trovate più volgare un qualunque discorso fatto da un politicante patentato o un sito pornografico? Io non avrei dubbi, a riguardo. E' più volgare un programma tv trash a qualsiasi ora del giorno, o un sito pornografico? Anche qui, personalmente, saprei esattamente cosa rispondere.
Evidentemente non è lo stesso per l'onorevole Alessio Butti, senatore del Partito Del Popolo Italiano Della Libertà Ma Anche No, che ha presentato un Ddl che mette fuori legge i siti pornografici, applicando misure piuttosto severe. Toh.

punto-informatico.it/2321315/PI/Commenti/Vogliono-vietare-la-pornografia-sul-web/p.aspx

Sarebbe quasi divertente se non fosse triste, ma del resto, come diceva Giuni Russo, "se fossi più simpatica sarei meno antipatica", e noi ci ritroviamo al punto di partenza. Quello che non capisco è come mai il dottor (?) Butti senta un così impellente bisogno di moralizzare la società italiana. Eliminare il fenomeno degli stupri? Sì, come se in questo modo fosse possibile; come se reprimere la sessualità non sortisse l'effetto esattamente contrario. Colpire la pedofilia? Su, non scherziamo... La frequentazione assidua di siti pornografici può creare disagi? Allora mettiamo fuori legge anche le banane: una va bene, ma prova a mangiartene un casco intero. Dunque, siccome a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si prende (e lo dice Andreotti, mica Proudhon) mi sorge un dubbio: che sia un primo, facile tentativo di mettere le mani sul web? In fin dei conti è lo stesso Butti che dice di ispirarsi ad alcune norme vigenti in Cina -paese che, notoriamente, trabocca di democrazia, aggiungo-. E, non so perchè, ma ho l'impressione che i nostri amati cricetini da parlamento non si vergognerebbero neanche a ricucire e rattoppare qua e la il World Wide Web.
Fortunatamente, come ho detto prima, si tratta di un Disegno di Legge. L'unica speranza è che qualcun'altro, alla camera o al senato, ci faccia su una grossa risata e archivi la proposta sotto la lettera P: Pornografia. Sempre che ci sia ancora spazio.

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