martedì, 01 luglio 2008

Buio. Interno notte.
Una luce filtra dalle persiane; una luce bianca, accecante, che se mi fosse chiesto di descrivere, direi senz'altro "retorica".
E poi arriva una donna, strinta in un gomitolo di panni azzurri. Sta zitta. Lei mi guarda, e io la guardo, e lei mi guarda... ci guardiamo...
Si aspetta che le dica qualcosa. Che la riconosca, forse. Sarà mica la zia Germana?
...
No: questa il seno ce l'ha. Devo dirle qualcosa, la prima cosa che mi viene in mente.
"Lei... cosa ne pensa della crisi dei mutui?"
"Figliolo" la voce rimbomba, ma ad ogni modo "Figliolo, sono Maria". Maria? Maria... Maria... sarà quella dell'affitto. Ma poi lei aggiunge "la Madonna". La voce è calma. E lei mi guarda, e io la guardo, e lei mi guarda.
"Ah... ciao".
A un certo punto, i miei occhi cadono con orrore sul suo ventre: è voluminoso, gonfio, rotondo. Mica sarà incinta di nuovo!? Noooooooo: catastrofe, distruzione, sfacelo, apocalisse! Due chiese cattoliche!!!
Cerco di glissare, ma sono a corto di frasi fatte.
"Che... che bei... ginocchi..."
"Figliolo, sono incinta" mi fa notare giudiziosamente
"Come hai fatto? Cioè, volevo dire... chi? Chi è stato?"
"Non lo sai?"
"No, beh, no... insomma, sai... la mamma è l'unica cosa certa, no?"
"E' tuo figlio." Non perde la calma. Michelangelo aveva visto giusto.
"Mio fi...? No! Non ho mai... mai pensato, ecco... non che tu non sia... beh, me ne ricorderei... credo..."
"E' tuo figlio" ribadisce. Non so più cosa dire; il sudore scorre così veloce, che mi sembra di piangere dai pori. Insomma, guardate che fine ha fatto Giuseppe! Non se lo ricorda mai nessuno: è il terzo... quarto... quinto incomodo! Non che abbia fatto molto, però almeno un riconoscimento, no? 
Un figlio! Un figlio con Maria! E come lo dovrei chiamare? Deve finire per forza con la ù? Artù? Robert...ù?
E lì mi sveglio.
Non sono troppo preoccupato, però: ho scoperto che un sacco di altra gente fa il mio stesso sogno. Tutti, quasi: si addormentano e*blom*, si creano ognuno la propria personale mitologia. Guai a chi la tocca, shhh: mai rivelare fino in fondo a una persona quanto può essere patetica. Per autodifesa, almeno: per evitare che quella ti guardi, e poi tu la guardi, e poi lei ti guardi, e nessuno senta più l'imbarazzo di non saper che dire.
Meglio lasciare tutto così. Ognuno nella sua torre monolitica, a servire proprio figlio.

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sabato, 21 giugno 2008

Nel 1300

 

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancor non m’abbandona. […]

 

Nel 1600

 

E’ del poeta il fin la meraviglia,

parlo dell’eccellente e non del goffo,

chi non sa far stupir, vada alla striglia!

 

Nel 1800

 

L’albero a cui tendevi

La pargoletta mano

Il verde melograno

Dai bei vermigli fiori […]

 

Nel 1900

 

Si sta come

D’autunno

Sugli alberi

Le foglie

 

Nel 2007

 

Cè, xk 6 trpp fiko,

allr t vlvo dire k prvo 1 sntimnt fortizzimo

x te,

anke s nn mi kaki.

Ai sntito lultima dei Finley? […]

 

La lingua è strumento di libertà. Non violentarla.

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martedì, 17 giugno 2008

Penso che ci sia una linea sotte che separa la volgarità dalla pornografia: la pornografia generalmente la vai a cercare, la volgarità ti salta addosso.  Sempre. Trovate più volgare un qualunque discorso fatto da un politicante patentato o un sito pornografico? Io non avrei dubbi, a riguardo. E' più volgare un programma tv trash a qualsiasi ora del giorno, o un sito pornografico? Anche qui, personalmente, saprei esattamente cosa rispondere.
Evidentemente non è lo stesso per l'onorevole Alessio Butti, senatore del Partito Del Popolo Italiano Della Libertà Ma Anche No, che ha presentato un Ddl che mette fuori legge i siti pornografici, applicando misure piuttosto severe. Toh.

punto-informatico.it/2321315/PI/Commenti/Vogliono-vietare-la-pornografia-sul-web/p.aspx

Sarebbe quasi divertente se non fosse triste, ma del resto, come diceva Giuni Russo, "se fossi più simpatica sarei meno antipatica", e noi ci ritroviamo al punto di partenza. Quello che non capisco è come mai il dottor (?) Butti senta un così impellente bisogno di moralizzare la società italiana. Eliminare il fenomeno degli stupri? Sì, come se in questo modo fosse possibile; come se reprimere la sessualità non sortisse l'effetto esattamente contrario. Colpire la pedofilia? Su, non scherziamo... La frequentazione assidua di siti pornografici può creare disagi? Allora mettiamo fuori legge anche le banane: una va bene, ma prova a mangiartene un casco intero. Dunque, siccome a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si prende (e lo dice Andreotti, mica Proudhon) mi sorge un dubbio: che sia un primo, facile tentativo di mettere le mani sul web? In fin dei conti è lo stesso Butti che dice di ispirarsi ad alcune norme vigenti in Cina -paese che, notoriamente, trabocca di democrazia, aggiungo-. E, non so perchè, ma ho l'impressione che i nostri amati cricetini da parlamento non si vergognerebbero neanche a ricucire e rattoppare qua e la il World Wide Web.
Fortunatamente, come ho detto prima, si tratta di un Disegno di Legge. L'unica speranza è che qualcun'altro, alla camera o al senato, ci faccia su una grossa risata e archivi la proposta sotto la lettera P: Pornografia. Sempre che ci sia ancora spazio.

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domenica, 01 giugno 2008


A causa degli impegni scolastici sempre crescenti, non ho potuto aggiornare il blog nell'ultimo mese, e non potrò farlo che dopo mercoledì.
Ci scusiamo per il disagio.

Un saluto a tutti

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categoria:annunci
mercoledì, 23 aprile 2008

Il periodo elettorale è fonte per me di profondo travaglio e sismico smuovimento delle budella, ma stavolta una soddisfazione una, me la sono tolta: vedere la faccia di Uolter che tenta di rimanere impassibile, con pacatezza, per carità, a fronte di un risultato ingeneroso, rispetto al "recuperiamo 2 punti al nanosecondo" di qualche settimana fa. Tipo questa:

Faccia a culo... no, non suona bene. Perchè in fin dei conti, cos'è un culo, se non se ne conoscono le funzioni in profondità? Nulla! E allora... direi che... umh, paraculo va più che bene.
La cosa buffa è che lui:
1) Ha resuscitato Berlusconi
2) Ha rispedito l'Italia al tempo della Sinistra storica (che non a caso si trasformò in Grande Centro)
3) Ha definitivamente contribuito all'eleminazione di quella maschera buonista che era la rappresentatività parlamentare
4) Ha fatto finta, per tre mesi, di non conoscere Prodi
5) Ha benedetto delle squadre di lavoro, a livello locale, che definire totalitarie, e totalizzanti, è dire poco.
6) Ha trasformato la presunta democrazia italiana nella sconfessata democrazia statunitense. Della serie "Eravamo sull'orlo del baratro: ora abbiamo fatto un passo avanti".

e a fronte di tutto ciò... ha perso!
C'è chi dice che dovrei prendermela di più con Berlusconi, ma vedete, io... non riesco più a stupirmi, di quell'uomo, e dopo mesi e mesi, e anni, e anni, di sole, di pioggia, di pioggia e di sole, sono giunto alla conclusione che è vecchio, non durerà per sempre, tanto vale prenderla a ridere: potrebbe mancarmi, quando andrà in paradiso. Ma sarà solo per un weekend, no?
Invece con Uolter è tutto diverso: lui, con i suoi Democrats e le iniezioni di melassa che rifila ad ogni parola lasciata scappare, riesce causarmi un diabete, ma un diabete! Che uno alla fine direbbe basta! Basta "coi lavoratori e gli imprenditori", laicattolicesimo, partito leggero, flessicurezza, politically correct, ecologismo del fare, I have a dream, dialogo, gazebo, Jovanotti, nuovismo, savoir faire! Basta! Basta! E' vero, lo ammetto, sono polemico e distruttivo, e dei Democratici parlo assai poco bene: untuosi, hobbesiani, arrivisti, per non dire proprio stalinisti!
Caro Uolter, volevi la democrazia americana? Ai tuoi ordini: repubblicani 1 - democratici 0.

Ah, l'ho detto.

 

 

 

 

 

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categoria:pensieri, italia, politica, riflessioni, attualitĂ 
domenica, 06 aprile 2008

In fin dei conti, di Platone e di Hannah Arendt chi se ne frega? Mica è la filosofia che manda avanti il mondo. No, è il mercato. Se ne rende conto Marta, che non riceve più che uno squallido abbraccio accademico da dei professori molto attempati, il giorno in cui si laurea con 110 e lode. E poi è l'inferno: si trova ad essere paradigma di quella folta schiera di giovani RINCRETINITI dalle logiche di compravendita della persona, che finiscono, annichiliti dalla danza mortale dei grandi interessi economici, per ridere in faccia anche a chi (non senza una buona dose di bolso idealismo post ideologico e, mi verrebbe da dire, comunque molto "interessato") prova a porre freno alla spirale raccapricciante di quella visione utilitaristica della persona e dell'intelletto umano. E Virzì, sulle cui scelte politiche potrei discutere, riesce però a raccontarlo con un sorriso, dipingendo il Mostro Precariato come una macchina gigante che finisce per inglobare tutto, sostituendosi alle coscienze individuali, che uccide l'uomo, prima il morto di fame, ma, una volta cresciuto abbastanza, non risparimierà neanche il padrone (lo si deduce, nel film, dalla scena meravigliosa in cui proprietario del Call Center finisce per non poter più fare a meno dell'ossigeno che gli fornisce la stessa macchinetta inutile che tenta di far vendere attraverso le operatrici)
Perchè è vero che, una volta entrati in una logica di mercato selvaggio e supponente, funzionano meglio gli interessi economici di stampo liberista, e che invece tutti gli organi di controllo finiscono per danneggiare entrambe le parti, in un primo momento. Ma allora chiamiamolo Mercato. Mercato, non mercato. Con la M maiuscola. E' una persona: una persona GROSSA, obesa che pretende sacrifici in termini di vite umane, in senso metaforico e vero. "Tutta la vita davanti" è veramente un film da guardare, perchè bisogna tremare di fronte alla trionfale avanzata del Dio Mercato.

Il mercato è un mammifero strano
senza niente di umano
è qualcosa che cresce
che ogni giorno diventa più grosso
una crescita abnorme smisurata, tutta forme
come una donna sempre incinta di se stessa.

Il mercato è un neonato opulento
ossequiato dal mondo
è un bamboccio gonfiato
che ingrassa anche senza nutrice
non ha alcun bisogno né di cibo né di sogno
siamo noi tutti la sua grande incubatrice.

La chitarra suonava
ogni nota passava straziante dal petto e dal cuore
era un urlo di rabbia
però stranamente era anche un canto d'amore
era un ritmo così sconvolgente
per il corpo e per la mente
e la sala scoppiava di gente e di grande allegria
quella notte era mia.
La chitarra suonava
era un magico amplesso
era uno dei rari momenti in cui vivi davvero
e ti senti te stesso
ti senti te stesso
ti senti te stesso.

Lui, Lui dall'alto mi guardava
e osservava compiaciuto la mia vita, la mia storia.
E in quel momento che io credevo solo mio
mi apparve l'ineffabile sorriso di un'altra sua vittoria.

Il mercato è uno squalo gigante
sempre più onnipotente
così bieco e spietato
non ha impedimenti morali
ha travolto il nemico nella furia del suo gioco
uno alla volta si è sbranato gli altri squali.

Il mercato è un ordigno innescato
un circuito completo
è la grande invenzione
è l'atomica dei più potenti
è una competizione tra le più disumane
senza pietà per il massacro dei perdenti.

La mia moto correva
il mio corpo vibrava felice più forte del vento
è una grande emozione
sentirsi immortali
anche fosse in un solo momento
era un senso di strano furore
che è difficile da spiegare
io volavo e mordevo l'asfalto, era come in balia
di una grande euforia.

La mia moto correva ero solo al comando
era uno dei rari momenti in cui dentro ti senti
il padrone del mondo
il padrone del mondo
il padrone del mondo.

Lui, Lui dall'alto mi guardava.
e osservava sorridendo
le mie effimere passioni.
E in quel momento
che io credevo solo mio
sentii la sua mostruosa onnipresenza
in tutte le mie azioni.

e si muove nel dubbio
che in fondo è da sempre il destino dell'uomo.
E pian piano ritorni ad esser vivo
più presente più reattivo
la tua mente rivede affiorare in un mondo sommerso
un percorso diverso.

L'individuo non muore
cerca nuovi ideali
e riprova l'antica emozione di avere le ali
di avere le ali…

Il mercato è il demonio
il mercato è Dio.

…di avere le ali
di avere le ali
di avere le ali!

Di Giorgio Gaber

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categoria:pensieri, italia, politica, riflessioni, satira, attualitĂ , precariato, gaber
martedì, 04 marzo 2008

Avevo intenzione di postare su tutt'altro argomento, a un mese esatto dall'ultimo mio articolo (scoprirete, la prossima volta, che non è un caso), e invece, irrompendo nella mia vita come un fulmine a ciel sereno, una presenza serafica mi ha indotto a convertirmi al suo credo. Ma andiamo con ordine.
Sapete che nei giorni scorsi sono stati presentati tutti i 170 e rotti simboli dei partiti che correranno alle elezioni? Se non lo sapevate, eccovi accontentati. Oltre al magico fiorire di falci e martello, fiamme missine, amici di grillo, emuli e controemuli (due per tutti: il movimento Veltro Alba Nuova e il Partito Democratico Donne) d'ogni sorta, non si può non far menzione di questa affascinante creatura che porta il nome di Mirella Cece.


Già esponente del vecchio Partito Liberale, donna lungimirante (guardate che espressione), colta e attenta nel cogliere i movimenti che agitano la società civile, promotrice di campagne dall'ampio respiro culturale, come quella contro Cicciolina in parlamento, è anche fondatrice, niente popò di meno che del
*rullo di tamburi*

Sacro Romano Impero Liberale Cattolico

un partito veramente aperto a tutti, grazie alla modica quota d'iscrizione di 10.000.000 di lire -il sito non è aggiornato- all'anno. Naturalmente che anche la quota ridotta per chi ha problemi economici: basteranno allora 5.000.000 di lire.
Fra i requisiti necessari all'adesione scopriamo esserci:
- Tendenze ideologiche liberali e cattoliche
- Essere di buona volontà nella cooperazione e negli obiettivi sociali
- Avere una buona posizione sociale ed economica

Fate largo alla regina, vili plebei, e se non possedete una Rolls Royce d'epoca e vostro fratello non è Berlusconi, fustigatevi e prendete a testate il televisore.

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categoria:pensieri, politica, riflessioni, satira, attualitĂ 
lunedì, 04 febbraio 2008

Amici! Quante cose sono cambiate da quando ho scritto l'ultimo post: come gira in fretta il mondo! La rivolta in Ciad, Pistorius escluso dalle Olimpiadi, il processo di Erba... E poi quella cosa lì, quel... quel fatto che si verifica più o meno una volta all'anno... no, non è il canone Rai, e nemmeno il festival di San Remo. E' caduto il governo! Che figata pazzesca, neh? Pare quasi che lo facciano apposta. Ma non intendo soffermarmi sulle cause della caduta, dal momento che credo siano evidenti a tutti, e interessino a pochi.
Ciò che conta è si torna a votare, e forse quest'anno tocca pure a me. Ora, mi si aprono due strade, davanti: astenermi, come è mia intenzione, e aprire una crisi di governo in casa mia, guidata dai miei; oppure, per evitare la secessione, tapparmi il naso e votare scheda bianca.
Ecco, però fossi un tantino più responsabile, mi piacerebbe votare qualcuno di cui poi non ti se ne legga in faccia il nome, proprio per un fatto personale, di igene, quasi.
Veltroni...  uno si vede che vota Veltroni: è già più rilassato, conciliante, disponibile... Ma poi, chi è, davvero? No, perchè c'è stato un periodo che era segretario del Pds; ora è invece è una sorta di... politico... ma nemmeno tanto un politico, è una schifezza, proprio. Però è l'uomo nuovo, diamogli tempo.
Con Berlusconi invece già le cose cambiano, cioè tutti sanno che è una schifezza, ma va bene così!

EDIT: per uno strano scherzo del destino, ho pubblicato quella che era solo una bozza, ma dal momento che i concetti c'erano già tutti, ho deciso di non modificare, se non per raccordare le due parti del discorso originale.

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sabato, 19 gennaio 2008

Che posso dire? è un grande onore aver ricevuto non uno, ma due di questi premi. Prima da RudeBad (www.politicoantipolitico.splinder.com/), poi da Luca Scialo (www.lucascialo.splinder.com/). Li ringrazio di cuore per la considerazione che hanno avuto nei miei riguardi. Il fatto però che Luca mi abbia insignito di cotal targhetta mi mette in seria crisi: non conosco poi molti blogger, e lui era uno di quelli che avevo intenzione di premiare, dopo aver ricevuto il premio da RudeBad. Ma procediamo con ordine:
come si deduce dal titolo, il Thinking blogger award è un premio "a catena" che ricevono i blogger ritenuti dotati di pensiero autonomo, capacità critica, e voglia di riflettere e far riflettere. Non ho intenzione di tirarla per le lunghe: dico solo che a mia volta devo nominare cinque vincitori, segnalandone i blog. E quelli che ho scelto sono -l'ordine non è vincolante-:

1. matariele.splinder.com/: blog di Materiale, che con spietata dolcezza riesce a trattare argomenti spinosi, attinenti la sfera pubblica come quella intima
2. charliebrown01.splinder.com/: blog di Charliebrown01, che tratta con rigore quasi giornalistico ogni sorta di argomento, dallo sport, alla politica, alla società in generale.
3. loscemodelvillaggio.splinder.com/: blog di astromatto, che fa risuonare attraverso le sue pagine la capacità, apparentemente perduta da molti, di continuare ad indignarsi.
4. veritasegrete.splinder.com/: blog di Profondoceano, che si scaglia con violenza contro i sopprusi della politica e di tutte le mafie che la inquinano.
5. salviamocarrara.splinder.com/: blog di iNessuno, che del proprio impegno fa bandiera, anche grazie ai coloratissimi banner che devo imparare e inserire pure io :)

Ecco i cinque premiati. Avrei voluto premiarne anche altri, come Paniko23, che però è astato appena insignito del banner da Luca Scialo, dunque ho preferito concentrarmi su altri :D.

O voi, cinque eroi contattati dalla mia insigne persona, seguite il regolamento di cui sotto e premiate il libero pensiero:
1) Partecipare se si viene nominati
2) Inserire nel post un banner o un'immagine del Thinking Blogger Award
3) Creare un link al post nel quale si è stati nominati
4) Indicare cinque blog che hanno la facoltà di far pensare.

That's All, Folks!

 

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martedì, 15 gennaio 2008

www.antimoscout.it/poesie/mastrubazione.html

Devo ammettere che è affascinante, osservare come la chiesa, o chi per essa, riesca ad esercitare un oscurantismo quasi pauroso, non solo su tematiche controverse e complesse, ma anche su semplici tabù che fortunatamente non sono più tali, o non almeno dovrebbero esserlo. E' affascinante capire come si tenda a voler lasciare l'umanità nel baratro del peccato che poi peccato non è; perchè se c'è vergogna, anche di una cosa normalissima come la masturbazione, allora c'è bisogno di redentori, cori di arcangeli e culti necrofili come quello dei santi, benedizioni, anatemi e chi più ne ha più ne metta.
A parte che se il ragazzo della "poesia" (poesia brutta quasi quanto quella dei vangeli anche nello stile) ha per le mani una rivista pornografica, non è che gli sia spuntata in mano per caso; a parte che se l'altra notte ha visto un porno non è che il desiderio "peccaminoso" l'abbia preso così per caso. No, signori! C'è un evidente  premeditazione del delitto, ciò significa che passerà l'eternità a rincorrere Paolo e Francesca. Sbam! La seduta è tolta! Dannato... ma tu guarda questo qui cosa mi va a combinare... vergogna! Mascalzone! Per fortuna che il Signore perdona sempre.
E' questo che dovrei dire? No, perchè la cosa sarebbe anche divertente, ma guardiamo con più attenzione il verso da me incriminato:

" E mi sono ritrovato, solo e vergognoso, con la mia impurità tra le mani."

Impurità? Ah, già: il fine naturale dell'organo sessuale e del seme; come se col coito interrotto non si sprecasse una vita. Insomma, cosa deve fare un bambino che scopre il proprio sesso? Vergognarsene? Per perpetuare l'egemonia della chiesa sulla propria vita, suppongo.
E cosa penserebbe il papa di un siffatto scempio di natura umana? Probabilmente nominerebbe cardinale il prelato compositore senza starci tanto a pensare. E qui entriamo nell'argomento vero e proprio: è giusto che il papa presieda all'inaugurazione dell'anno alla Sapienza? Cosa ci fa un nemico dichiarato della cultura in un tempio sacro dell'istruzione?
Ebbene, se l'amico Ratzinger si presenta in qualità di docente universitario non ci vedo nulla di male, ma in tal caso neanche nelle contestazioni degli studenti. Se si presenta come studioso, direi che è il caso di cercarne uno migliore. Perchè, diciamocelo, Benny sarà pure un grande teologo, ma se lo tiene tutto per sè: la sua enciclica, spacciata per nuovo testamento dai media, raccoglie in sintesi pensieri di molti grandi pensatori, che vengono progressivamente smentiti senza un minimo di supporto filologico;il suo libro su Gesù di Nazaret è un susseguirsi di banalità precotte, buone per le vecchiette e i papa boys, e che per di più liquida in poche righe il problema della comunità di Qumran come non rilevante. Se invece interviene come pontefice, allora non deve assolutamente mettere piede in università: potrà essere invitato in seguito, ma che sia lui ad aprire l'anno significa dare ancora maggior adito alla teoistruzione.
E cosa ne rimane? Mussi ha perso una buona occasione per stare zitto (e a casa), la destra ha riconfermato di essere una delle più conservatrici d'europa, la sinitrà non c'è più... e chi ci salverà dal papa?
Ah, dimenticavo: masturbatevi, masturbatevi!

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